sabato 26 novembre 2011

RECENSIONE di "Kojiki"


TITLE: Kojiki, un racconto di antichi eventi
AUTHOR: AA.VV.
PUBLICATION DATE: 2006
GENRE: Letteratura Antica Giapponese
PAGE: 171

VOTO:


La Cultura Giapponese è Unica.
Semplice, che nasce e si sviluppa su temi umani.
Il Kojiki racchiude - nella prima parte - la creazione dell'Arcipelago Giapponese e parte del suo Pantheon, tra cui la Sacra Amaterasu e il rude Susano.
Nella seconda parte, invece, ci si immerge nelle genealogie dinastiche ove gli interessi del regime sono evidenti ed il succedersi di successioni e matrimoni si intrecciano con storie e aneddoti di tradimenti, inganni, sete di potere, maledizioni, vendette, amori passionali, incesti e tanto altro.
Sebbene quest'ultima parte possa essere in alcune parti lenta e un filo noiosa per il succedersi di un elenco di nomi illeggibili e lunghissimi, considero quest'opera molto affascinante.
A mio avviso, un appassionato della Cultura del Sol Levante deve leggerlo almeno una volta nella Vita. 

sabato 12 novembre 2011

RECENSIONE de "Awakened"


TITLE: Awakened
AUTHOR: P.C.&Kristin Cast
PUBLICATION DATE: 2011
GENRE: Narrativa Straniera
PAGE: 240

VOTO: ✭✩✩✩✩
*** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama
Non posso dare più di una stellina a questo nuovo capitolo, nè all'intera Saga. Intanto per cominciare, lo stile: il lessico è gergale e povero. Il registro della complessità e dell'eleganza della forma di quest'opera è troppo bassa e scarna per un target di young adult. La trama, bè, diciamo cbe continua a non eccellere in originalità o quanto meno di innovazione. Il contenuto si potrebbe riassumere in una ventina di pagine, invece che in 240 pagine. (in realtà L'intero ciclo potrebbe contare di pochi tomi invece che di 8).

MIO RIASSUNTO:
Dopo il ritorno dall'Aldilà, Zoe e Star decidono d cazzeggiare sull'isola di Skye. Lei decide di non voler tornare alla realtà per paura e inettitudine. Ma Lei è la consacrata alla Dea, Somma Sacerdotessa, Regina, bla bla e con l'assassinio del povero e innocente Jack si autoconvince -finalmente- di dover tornare per poter assolvere ai suoi doveri. Un volta tornati, tra le lacrime si celebra il rito funebre del povero novizio vampiro e durante la cerimonia la cattivissima e crudelissima Neferet decide di umiliarsi (tutto nuda) e chiedere il perdono per essersi fatta traviare dalle cattivissime, nerissime tenebre. Una parte dei presenti ci crede, una parte no. . . e così che compare la stella della sera, la Dea in persona (probabilmente sta facendo gli straordinari). L'essere diafano e incandescente dopo il giro di saluti e condoglianze avvisa che il perdono deve essere meritato. Dopo aver perdonato il corvo/umano Rephaim e dato un avvertimento a Dragone e Neferet sparisce. Per concludere, gli spettatori (novizi e prof) interpretano a loro modo le parole della Dea e si dividono in due gruppi. Quello di Zoe e Stevie e quello di Neferet. . .tornando così al punto di partenza.

Eee Voilà. . . ad aspettare un altro anno per vedere cosa accadrà mai. Meno male che ci sono libri migliori che mi terranno compagnia in questo lungo e buio periodo senza le belle e appassionanti storielle di PC&Kristin Cast.

venerdì 11 novembre 2011

RECENSIONE de "La Luce del Nord"


TITLE: La Luce del Nord (The Light Bearer)
AUTHOR: Donna Gillespie
PUBLICATION DATE: 2010
GENRE: Romanzo Storico
PAGE: 1088

VOTO: ✭✭✭✭✭
*** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama 
"La luce del Nord" è il monumentale romanzo storico dell'autrice americana Donna Gillespie. Stampato in primis in due volumi (La maledizione delle nove sante e Aurinia, la Gladiatrice), nel 2010 è stata rilasciata il volume unico di ben 1084 pagine. Siamo ai tempi dell'imperatore Nerone: le legioni romane premono sempre più sui confini dei barbari e questi ultimi si stanno preparando a dar battaglia. In questo contesto nasce Auriane, figlia del grande capo barbaro Baldemar e maledizione dello stesso. Alla morte di Baldemar Auriane dovrà cercare di mantenere le redini del paese: sarà suo compito tenere unite le tribù barbare contro l'immenso, l'equilibrato e composto nemico romano. E mentre tutto ciò accade al Nord, a Roma si va formando una mente liberale e intelligente, assetata di giustizia derivata dal sapere...ed è in questa epoca che veniamo catapultati. Al centro dello scontro tra l’impero romano e le popolazioni germaniche, che l'autrice ci mostra attraverso descrizioni vivide e dettagliate. Dagli usi ai costumi dei due popoli, i complotti politici e le strategie belliche romane in contrapposizione alle superstizioni e alle magie dei clan germanici, il tutto intessuto con due destini fatalmente incrociati da sacri amuleti. Un libro ben scritto. Un misto tra Storia e romanzo che affascina e trascina in un epoca dal fascino del tutto nuovo.

mercoledì 19 ottobre 2011

INSTRUCTION

Quest'oggi vi lascio con le bellissime Istruzioni del brillante scrittore Neil Gaiman. Istruzioni che vi possono essere utili nel caso vi ritrovaste in una favola.

INSTRUCTION by Neil Gaiman
Touch the wooden gate in the wall you never saw before.
Say "please" before you open the latch,
go through,
walk down the path.
A red metal imp hangs from the green-painted front door,
as a knocker,
do not touch it; it will bite your fingers.
Walk through the house. Take nothing. Eat nothing.
However,
if any creature tells you that it hungers,
feed it.
If it tells you that it is dirty,
clean it.
If it cries to you that it hurts,
if you can,
ease its pain.

From the back garden you will be able to see the wild wood.
The deep well you walk past leads to Winter's realm;
there is another land at the bottom of it.
If you turn around here,
you can walk back, safely;
you will lose no face. I will think no less of you.

Once through the garden you will be in the wood.
The trees are old. Eyes peer from the undergrowth.
Beneath a twisted oak sits an old woman.
She may ask for something;
give it to her.
She will point the way to the castle.
Inside it are three princesses.
Do not trust the youngest. Walk on.
In the clearing beyond the castle the twelve months sit about a fire,
warming their feet, exchanging tales.
They may do favors for you, if you are polite.
You may pick strawberries in December's frost.

Trust the wolves, but do not tell them where you are going.
The river can be crossed by the ferry.
The ferryman will take you.
(The answer to his question is this:
If he hands the oar to his passenger,
he will be free to leave the boat.
Only tell him this from a safe distance.)


If an eagle gives you a feather, keep it safe.
Remember: that giants sleep too soundly;
that witches are often betrayed by their appetites;
dragons have one soft spot, somewhere, always;
hearts can be well-hidden,
and you betray them with your tongue.

Do not be jealous of your sister.
Know that diamonds and roses
are as uncomfortable when they tumble from
one's lips as toads and frogs:
colder, too, and sharper, and they cut.

Remember your name.
Do not lose hope — what you seek will be found.
Trust ghosts. Trust those that you have helped
to help you in their turn.
Trust dreams.
Trust your heart, and trust your story.
When you come back, return the way you came.
Favors will be returned, debts will be repaid.
Do not forget your manners.
Do not look back.
Ride the wise eagle (you shall not fall).
Ride the silver fish (you will not drown).
Ride the grey wolf (hold tightly to his fur).

There is a worm at the heart of the tower;
that is why it will not stand.

When you reach the little house, the place your
journey started,
you will recognize it, although it will seem
much smaller than you remember.
Walk up the path, and through the garden gate
you never saw before but once.
And then go home. Or make a home.
And rest.

martedì 18 ottobre 2011

RECENSIONE de "La Spia dei Maghi"


TITLE: La Spia dei Maghi (The Ambassador's Mission)
SERIES: The Traitor Spy Trilogy vol.01 (sequel de The Black Magician Trilogy)
AUTHOR: Trudi Canavan  
PUBLICATION DATE: 2010
GENRE: Fantasy
PAGE: 500

VOTO: ✭✭✭
.
*** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama 

La Spia dei Maghi, sequel della Black Magician Trilogy, riprende la storia, vent'anni dopo, da dove l'avevamo lasciata ne: "Il Segreto del Maghi". La storia alterna quattro punti di vista: Sonea, divenuta ora maga nera della corporazione; Cery, ladro e abitante dei bassifondi, amico d'infanzia della maga; Dannly, studioso e appassionato di storia; e Lorkin, figlio di Sonea e Akkarin, giovane curioso che cerca di costruirsi un proprio percorso.
Le trame principali sono sostanzialmente due e si svilupperanno nei contrapposti territori di Kyralia e Sachaka. La prima ci porterà come un'ombra per le vie della città di Imardin, alla scoperta di un misterioso assassino e di inquietanti indizi.
La seconda, invece, ci introdurrà nell' esotico paese di Sachaka. Dove regna la magia superiore e la schiavitù. Dove viene perpetrata ogni sorta di vendetta, inganno e passione. (Questo parte del racconto è assolutamente nuova, non solo per i nuovi personaggi che vengono introdotti, ma anche perchè si entra nell'inesplorato mondo di Arvice. Conosciuto in parte grazie al prequel, pubblicato l'anno scorso, chiamato: L'Apprendista del Mago).
Questo primo volume, solo in parte autoconclusivo, introduce a nuove prospettive, che andranno a svilupparsi nel prossimo libro. Esso è di per sè accattivante, con una buona dose di curiosità. . . anche se, lo stile è semplice e scorrevole. Nonostante Le premesse di avventura, l'azione è scarsa e la premessa introduttiva prende buona parte del libro. Il cambio di punto di vista rimane piacevole e permette di conoscere più affondo i vari protagonisti.
Personalmente, avrei preferito, un pò più di tensione, sorpresa e scompiglio in entrambe le trame principali. In effeti sarebbe, secondo me, stato gradito un approfondimento della società Sachakana.
Inoltre in questo volume mi manca un pò la vecchia Sonea, che qui troviamo diversa, effettivamente maturata, ma forse un pò incoerente. Infatti all'inizio sembrava volesse sfidare chiunque, per evitare che il figlio partisse ed anche in seguito, dopo il rapimento del figlio. . . .invece si arrende con troppa facilità e rassegnazione, (il chè non è da Lei).
Comunque, come primo volume di una trilogia, lascia un certo interesse e voglia di continuare questa avventura chiamata Canavan.
ps: lettura leggera e rilassante. Di gran lunga migliore dei libri della Troisi.

Recensione a cura di Faith


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giovedì 6 ottobre 2011

RECENSIONE de "La Gladiatrice"


TITLE: Gladiatrix
SERIES: Trilogia vol.01
AUTHOR: Russell Whitfield  
PUBLICATION DATE: 2009
GENRE: Romanzo Storico
PAGE: 500

VOTO: ✭✭✭✭


“Non provò alcun rimorso: solo una straordinaria e meravigliosa esultanza nel sentire la carne dell’altra cedere sotto il suo peso mentre le affondava la lama nel corpo…Lysandra sfilò la lama e, sfruttando il proprio slancio, affondò di nuovo. La spada colpì al collo la donna ormai barcollante, recidendole la testa; questa tracciò una parabola, con gli occhi e la bocca ancora spalancati, fissati per sempre nel momento di massima agonia”

Gladiatrix è il primo volume di una trilogia, dell'autore emergente inglese Russell Whitfield. La storia è ispirata al famoso bassorilievo trovato nei pressi di Halicarnassus (odierna Bodrum, Turchia) nel XIX secolo.
Buon libro d'esordio dell'autore. Il soggetto della storia è originale, e ben costruito, lineare, non si perde in dettagli solo per il piacere di virtuosismi stilistici e narrativi. L'autore ci regala uno studiato affresco storico, per quello che è possibile dal momento che ci sono rinvenute assai poche fonti storiche riguardanti le donne lottatrici nell'antico Impero Romano.
Questo romanzo storico narra le vicende di una sacerdotessa spartana dedita al culto della Dea Atena. Sopravvissuta ad naufragio, viene catturata dagli uomini del Lanista Lucio Balbo e resa schiava. Il libro scorre via rapido, tra esercitazioni, risse, combattimenti e amori passionali. La narrazione non è noiosa, e sebbene la protagonista sia Lysandra, l'autore ci propone diversi punti di vista. . questo ci permette di conoscere meglio la psicologia dei vari personaggi.
Interessante la multietnia presente del ludus che ci mette a confronto culture diverse, ideologie e il senso di appartenenza che si fà sempre più marcato nel mondo dell'arena, fino a raggiungere livelli drammatici.
Veramente un buon libro, che consiglio. Un fregio di una realtà, che sebbena romanzata, sconosciuta alla maggioranza delle persone. 
Recensione a cura di Faith

RECENSIONE de "Il Ragazzo Persiano"


TITLE: The Persian Boy
SERIES: Trilogia di Alexander the Great
AUTHOR: Mary Renault  
PUBLICATION DATE: 1972
GENRE: Romanzo Storico
PAGE: 420
VOTO: ✭✭✭✭
 

« Se per caso qualcuno dovesse supporre che io sia il figlio di un nessuno, venduto dal padre contadino in un anno di siccità, posso dire che il nostro lignaggio è antico, sebbene finisca con me. »

Una bellissima interpretazione della vita di Alessandro Magno rivisitata dal punto di vista del giovane eunuco persiano chiamato Bagoa. L'autrice ha scavato nella storia e nel profondo dell'animo umano, unendo l'immaginazione ad una totale fedeltà al contesto storico (dipinto con conoscenze da studiosa). Stupendo il personaggio di Alessandro, descritto per l'uomo che era, con i suoi pregi e i suoi difetti. Meno riuscito il personaggio di Bagoa, il protagonista…a mio parere un pò troppo passivo. Stupefacente l'amore che questo libro trasmette: L'amore per il diverso, amore verso la conoscenza, amore verso gli uomini, amore verso l'amore stesso. Un mondo d'amore utopico, impossibile, ma nel quale Alessandro Magno a creduto fino all'ultimo respiro.
Si, è un romanzo storico che vale la pena leggere almeno una volta, perchè ti lascia qualcosa dentro, qualcosa su cui riflettere 
Recensione a cura di Faith

BOOKS:

martedì 4 ottobre 2011

RECENSIONE de "La Dea della Guerra"




TITLE: Ravens of Avalon
SERIES: Avalon Series 04
AUTHOR: Diana Paxson, Marion Zimmer Bradley  
PUBLICATION DATE: 2007
GENRE: Fantasy, Storico
PAGE: 446
VOTO: ✭✭✭✭✩




«Britannici, io sono la figlia di uomini d'onore, e ora non sto combattendo per la mia ambizione. Sto combattendo come una persona comune che ha perso la sua libertà. Sto combattendo per il mio corpo violato. Gli Dèi ci destineranno la vendetta che ci meritiamo. Pensate quindi a quanti di noi stanno combattendo, e al perchè. Allora, solo allora, vincerete questa battaglia… o morirete.»
- Discorso di Boudica prima della battaglia decisiva -
La Dea della Guerra (Ravens of Avalon, 2007) viene scritto principalmente da Diana Paxson in base a degli appunti lasciati da Marion Zimmer Bradley prima di morire. Quest'opera può essere collocata fra le Querce di Albion e l'inedito settimo volume "Sword of Avalon" del Ciclo di Avalon.
Il romanzo storico/fantasy racconta la vita di Boudica; vicenda nota e storicamente accertata. Nel 55 a.C. Giulio Cesare iniziò l’invasione della Gran Bretagna, sogno che accarezzò per primo, e a lungo, ma che non riuscì mai a vedere realizzato. Ancora, sotto l’Imperatore Claudio, nel 43 d.C., la Britannia si caratterizzava come un’isola indipendente, forte e libera: un territorio da espugnare e vincere. Ed è durante questa seconda ondata di conquista che ha inizio la storia di Boudicca (o Boadicea).
La parte iniziale del racconto parte lenta, ma ben strutturata.
La vicenda si basa in parte sulle fonti scritte di quel periodo:
A circa sette anni la giovane e nobile Boudica viene mandata a vivere presso una seconda famiglia, ove apprende le tradizioni, la cultura e la religione celtica insieme all'arte militare. Questo periodo viene interpretato dall'autrice come un lungo soggiorno nell'Isola di Mona. In questa prima parte del racconto la magia -sebbene in minima parte-è chiaramente presente e utilizzata fin dai non iniziati al sacerdozio. (dettaglio che può risultare incoerente e in contrapposizione con gli altri volumi della serie. Ma, secondo me, talmente irrilevante da non risultare sgradevole).
Intorno al 47 d.C. circa, la giovane torna a casa, e la sua famiglia la dà in sposa all'Iceno Prasutago, diventando cosi Regina degli Iceni.
Secondo le fonti Boudica trascorre tranquillamente più di un decennio come sposa di Prasutago, Re della tribù degli Iceni alleati indipendenti dell'Impero Romano. Fino a che avviene la svolta. Prasutago muore e i romani si appropriano con violenza delle sue terre e delle sue ricchezze.
Ed è a causa della disperazione, della violenza subita, del dolore che Boadicea organizza una sommosa distruggendo tre città ed uccidendo più di 70.000 romani e simpatizzanti.
La fase della ribellione dei Britanni e dell'incredibile forza di Boudica -dovuta al coraggio, alla rabbia e al carisma presenti fin dall'inizio nei tratti caratteriali della protagonista- vengono minimizzati, addirittura esclusi.
La Paxson affida l'incredibile epopea della liberazione della Britannia dai Romani all'incarnazione della Dea Morrigan nel corpo della giovane Regina degli Iceni. Fatto molto interessante e plausibile dal momento che si tratta di un libro storico, ma fantasy. Sicché, ritengo personalmente un peccato l'aver trasferito la grande forza di una donna -veramente esistita e che ha fatto tremare Roma- ad un avatar.
È comunque una storia da non perdere. Un tassello che racconta una parte di storia della Britannia poco conosciuta e soprattutto esaminata da un punto di vista (sebbene un po' mistico) dei vinti. Un tassello che va ad ampliare e delineare ancor di più il grandioso Ciclo di Avalon.
Recensione a cura di Faith

BOOKS:

lunedì 3 ottobre 2011

RECENSIONE de "Il Dardo e la Rosa"


TITLE: Kushiel's Dart 
SERIES: Kushiel's Legacy 01 
PUBLICATION DATE: 2001
GENRE: Fantasy 
PAGE: 701
VOTO: ✭✭✭✭✭





«'Potente Kushiel, di sferza armato / ultimo dei bronzei portali / col Dardo tuo acuto, di sangue macchiato / pungi l'occhi ai prescelti mortali'»

- Marginalia della versione di Leucenaux del Ciclo Eluano -

"Il Dardo e la Rosa", in originale "il Dardo di Kushiel", è il primo romanzo di una trilogia scritta dall'autrice americana Jacqueline Carey. Vincitore nel 2002 del prestigioso premio Locus Award.
La storia ucronistica è geograficamente ambientata in un'Europa medioevale, più precisamente in Francia o Terre d'Ange (come viene chiamata dall'autrice). Avvenimenti storici, personaggi e intere popolazioni coi loro culti, costumi e credenze sono originalmente rielaborati, dando luogo a un mondo credibile e coerente, dove i luoghi comuni del fantasy lasciano il posto ad un affresco potenzialmente storico: la vicenda non è regolata dal tipico cliché della lotta tra le forze del Bene e del Male, bensì da ideologie e valori. Buono e cattivo sono concetti pressoché assenti, mentre assumono rilievo i concetti più realistici di libertà, tirannia, schiavitù, amore per la patria.
La struttura sociale degli Angeline (abitanti di Terre d'Ange), così come quella delle altre popolazioni che appariranno nel romanzo, è accuratamente studiata e descritta fin nei minimi particolari, e Jacqueline Carey ha la sorprendente capacità di far sembrare assolutamente normale un tipo di società completamente diversa da quella in cui viviamo: sbiadiscono le distinzioni tra eterosessualità ed omosessualità in favore di una concezione di piacere libero e universale, la prostituzione non è una costrizione ma una sorta di vocazione religiosa, in quanto sono assenti le condizioni di squallore e degrado che invece l'accompagnano nel nostro mondo. I servi di Naamaah (i "cortigiani") sono uomini e donne che, in assoluta libertà, dedicano la propria vita al precetto "ama a tuo piacimento", ma non sono sottoposti ad alcun tipo di violenza. Lo stupro, in quanto costrizione, è considerato il crimine più abietto.
In questo contesto fanno la loro comparsa i personaggi più disparati, appartenenti a popolazioni e razze diverse, ognuna con le proprie leggi e con la propria identità ben definita e distinta dalle altre. Tutti sembrano uscire dalle pagine, vivi, reali, perfettamente sfaccettati.
Una menzione speciale va alla protagonista, Phèdre. Una cortigiana venduta dai genitori in tenera età ad una delle tredici case del piacere della Città di Elua. Costretta a servire la casa finché non avrà saldato il suo debito di servaggio. Una "anguissette" che però non sfugge al nobile Anafiel Delaunay, che la compra all'età di dieci anni, e la istruisce per farla diventare uno strumento così raro che principi e regine ambiranno a suonare su di lei una musica meravigliosa. La storia che a tratti può far pensare al libro "Memorie di una geisha" ha finalmente un'eroina a tutto tondo, una donna completa e non un surrogato degli stereotipi che ci offre la nostra società, un personaggio dal carattere perfettamente delineato in tutte le sue emozioni, passioni e contraddizioni, benché la sua particolare inclinazione al masochismo renda un po' difficile l'identificazione da parte del lettore.
A questo proposito, è doveroso parlare della presenza del sesso nel romanzo. Le scene osé sono presenti per tutta la durata della storia, specialmente nella prima parte, e benché non abbiano assolutamente nulla di volgare, sono descritte in maniera abbastanza dettagliata. Considerando le preferenze della protagonista, si tratta di episodi connotati da una buona dose di sadismo, seppure le descrizioni, a parte un paio, non siano particolarmente crude.
Ed è per questo che, secondo me, non è da considerare un libro per tutti.
"Il dardo e la rosa" è sicuramente uno dei migliori libri fantasy che abbia letto in assoluto: si distingue, tra le altre cose, per l'originalità della trama, per la sapiente costruzione dell'epoca e del mondo in cui si svolgono le vicende, per l'approfondita e realistica caratterizzazione dei personaggi, per lo stile coinvolgente e studiato, ben lontano dalla rozzezza di molti romanzi dello stesso genere.
È degna di nota anche la buona traduzione (soprattutto quella ad opera della casa editrice TEA).
Dal momento che non c'è nulla che non valga la pena conoscere,
lasciatevi coinvolgere e affascinare da questo universo e . . . Amate a vostro piacimento!
Recensione a cura di Faith

BOOKS:


 Trilogia composta da:
01 - Il Dardo e la Rosa
02 - La Prescelta e l'erede
03 - La Maschera e le Tenebre

martedì 8 marzo 2011

Hotel a capsule . . .INCREDIBILE!

Un hotel a capsule o albergo capsulare, è un sistema di hotel ad occupazione estremamente densa. Lo spazio per gli ospiti è ridotto alla dimensione di un blocco modulare in plastica o in fibra di vetro, di circa 2 m di lunghezza per 1 m di larghezza e 1.25 m di altezza, fornendo un minimo spazio che consente di dormire e poco più, anche se spesso queste strutture includono una televisione ed altre apparecchiature per l'intrattenimento elettronico.

Capsule Hotel

Queste capsule vengono solitamente raggruppate ed immagazzinate in pile alte due unità. Il bagaglio viene abitualmente depositato in un armadio in una sala vigilata con telecamere, lontano dalla capsula. La "privacy" viene mantenuta da una tendina dal lato dell'ingresso aperto della capsula.
Macchine lavabiancheria a gettone, bagni ed altri dispositivi correlati sono ad uso comune e vi sono spesso piccoli bar, una caffeteria oppure un modesto ristorante, e quasi sempre in ogni piano, qualche distributore automatico, ed altre strutture per l'intrattenimento.

Purtroppo questo stile d'accomodazione alberghiera nato nel lontano 1979 ad Osaka, non ha avuto grande accettazione fuori dal Giappone. Ad ogni modo, il principale vantaggio di questi hotel è che quasi sempre hanno capsule libere, inoltre il loro basso prezzo, attorno a ¥2000-4000 per notte (€21-29) li rende convenienti.

Io li trovo geniali e  che dire . . . un altro motivo per andare in Giappone ^^

giovedì 3 marzo 2011

Manuale di Scrittura Creativa - intro

Principio basilare di qualsiasi scrittura:
SI SCRIVE PER GLI ALTRI, MAI SOLO PER SE STESSI.
La Scrittura è una forma di comunicazione, non ti solitudine: si scrive per raccontare qualcosa a qualcuno. Cominciando proprio da quest'ultimo punto è fondamentale farsi capire, e farsi delle domande: sulle storie che si vogliono raccontare, sul come raccontarle, e soprattutto sul perchè farlo.
Spesso scrivere è un modo per riflettere sulla propria vita, o anche un modo per rendere più sopportabile il dolore. Altre volte è proprio il gusto, il piacere di raccontare qualcosa. Raccontare qualcosa di tuo. Questo secondo aspetto è quello che porta più lontano, perché è un salto di qualità. Scrivere soltanto per rielaborare gli eventi che si sono vissuti è rischioso, porta inevitabilmente a un autobiografismo che spesso non serve a nessuno, né a chi scrive e tantomeno a chi legge. Ma trasformare le storie personali in qualcosa di universale, rielaborandole, è certamente la soluzione più giusta.
La nevrosi che riguarda molti scrittori principianti è quella che molti definiscono l'ANSIA da PAGINA BIANCA. Ovvero il momento dell'inizio.
Il segreto per liberarsi di quest'ansia è di non pensare mai al proprio racconto nella sua completezza. Dunque è opportuno dividere il testo in porzioni, che possono essere dei capitoli e procedere. Imponetevi le prime cinque pagine, terminate queste pensate alle successive. Senza porvi il problema del numero delle pagine finali.
Un'altra idea sbagliata che molti giovani scrittori hanno è quella che, prima di cominciare una storia si debba avere uno schema preciso di quello che si andrà a scrivere. Si naviga a vista, lasciando che la storia prenda forma da sè.
L'unica costrizione necessaria è quella della disciplina. Ogni giorno si deve scrivere, anche se non vi sembra di avere delle buone idee. Imporsi di farlo è la cosa più importante.
Se è possibile è meglio utilizzare un computer. Questo perché il testo su computer appare molto pulito, quasi come quello di un libro, e permette di vedere meglio il testo, e di correggerlo, specialmente se non si ha esperienza. Alla fine del lavoro, leggerlo prima sul monitor e poi stamparlo. Rileggerlo stampato, correggerlo a penna e ristamparlo ancora una volta in una versione pulita.
Non cadete in un errore frequente: quello di scrivere troppo. La scrittura è un esercizio che stanca, la concentrazione scende lentamente. Scrivere troppo vuol dire rischiare di peggiorare riga dopo riga.
Anche se avete delle buone idee sappiate che non è necessario metterle subito una di seguito all’altra. Rimandate, non perderete il filo e le buone idee resistono comunque, il giorno dopo potrete continuare.
Non siate troppo severi con voi stessi, specialmente all’inizio: se dovete fare correzioni radicali, le farete quando prima avrete accumulato almeno una ventina di pagine scritte. Psicologicamente è importante che abbiate la sensazione di scrivere qualcosa di concreto, con un buon numero di pagine.
RIASSUNTO:
- Scrivere ogni giorno per almeno mezz'ora.
- Scrivere lasciando che la propria immaginazione navighi da sè.
- Rileggere il testo al massimo due volte.
- Se dovete fare delle correzioni radicali, aspettate di avere almeno una ventina di pagine.

Benvenuti tra gli auctor-Insaziabili

Questo blog è dedicato agli amanti della lettura e della scrittura.
Il mio intento è quello di creare una comunità interessata alla cultura letteraria, alla discussione e alla condivisione di idee inerenti alla scrittura e ai suoi metodi.