giovedì 6 ottobre 2011

RECENSIONE de "La Gladiatrice"


TITLE: Gladiatrix
SERIES: Trilogia vol.01
AUTHOR: Russell Whitfield  
PUBLICATION DATE: 2009
GENRE: Romanzo Storico
PAGE: 500

VOTO: ✭✭✭✭


“Non provò alcun rimorso: solo una straordinaria e meravigliosa esultanza nel sentire la carne dell’altra cedere sotto il suo peso mentre le affondava la lama nel corpo…Lysandra sfilò la lama e, sfruttando il proprio slancio, affondò di nuovo. La spada colpì al collo la donna ormai barcollante, recidendole la testa; questa tracciò una parabola, con gli occhi e la bocca ancora spalancati, fissati per sempre nel momento di massima agonia”

Gladiatrix è il primo volume di una trilogia, dell'autore emergente inglese Russell Whitfield. La storia è ispirata al famoso bassorilievo trovato nei pressi di Halicarnassus (odierna Bodrum, Turchia) nel XIX secolo.
Buon libro d'esordio dell'autore. Il soggetto della storia è originale, e ben costruito, lineare, non si perde in dettagli solo per il piacere di virtuosismi stilistici e narrativi. L'autore ci regala uno studiato affresco storico, per quello che è possibile dal momento che ci sono rinvenute assai poche fonti storiche riguardanti le donne lottatrici nell'antico Impero Romano.
Questo romanzo storico narra le vicende di una sacerdotessa spartana dedita al culto della Dea Atena. Sopravvissuta ad naufragio, viene catturata dagli uomini del Lanista Lucio Balbo e resa schiava. Il libro scorre via rapido, tra esercitazioni, risse, combattimenti e amori passionali. La narrazione non è noiosa, e sebbene la protagonista sia Lysandra, l'autore ci propone diversi punti di vista. . questo ci permette di conoscere meglio la psicologia dei vari personaggi.
Interessante la multietnia presente del ludus che ci mette a confronto culture diverse, ideologie e il senso di appartenenza che si fà sempre più marcato nel mondo dell'arena, fino a raggiungere livelli drammatici.
Veramente un buon libro, che consiglio. Un fregio di una realtà, che sebbena romanzata, sconosciuta alla maggioranza delle persone. 
Recensione a cura di Faith

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