TITLE: Ravens of Avalon
SERIES: Avalon Series 04
AUTHOR: Diana Paxson, Marion Zimmer Bradley
PUBLICATION DATE: 2007
GENRE: Fantasy, Storico
PAGE: 446
VOTO: ✭✭✭✭✩
«Britannici, io sono la figlia di uomini d'onore, e ora non sto combattendo per la mia ambizione. Sto combattendo come una persona comune che ha perso la sua libertà. Sto combattendo per il mio corpo violato. Gli Dèi ci destineranno la vendetta che ci meritiamo. Pensate quindi a quanti di noi stanno combattendo, e al perchè. Allora, solo allora, vincerete questa battaglia… o morirete.» - Discorso di Boudica prima della battaglia decisiva -
La Dea della Guerra (Ravens of Avalon, 2007) viene scritto
principalmente da Diana Paxson in base a degli appunti lasciati da
Marion Zimmer Bradley prima di morire. Quest'opera può essere collocata
fra le Querce di Albion e l'inedito settimo volume "Sword of Avalon" del
Ciclo di Avalon.
Il romanzo storico/fantasy racconta la vita di Boudica; vicenda nota e
storicamente accertata. Nel 55 a.C. Giulio Cesare iniziò l’invasione
della Gran Bretagna, sogno che accarezzò per primo, e a lungo, ma che
non riuscì mai a vedere realizzato. Ancora, sotto l’Imperatore Claudio,
nel 43 d.C., la Britannia si caratterizzava come un’isola indipendente,
forte e libera: un territorio da espugnare e vincere. Ed è durante
questa seconda ondata di conquista che ha inizio la storia di Boudicca
(o Boadicea).
La parte iniziale del racconto parte lenta, ma ben strutturata.
La vicenda si basa in parte sulle fonti scritte di quel periodo:
A circa sette anni la giovane e nobile Boudica viene mandata a vivere presso una seconda famiglia, ove apprende le tradizioni, la cultura e la religione celtica insieme all'arte militare. Questo periodo viene interpretato dall'autrice come un lungo soggiorno nell'Isola di Mona. In questa prima parte del racconto la magia -sebbene in minima parte-è chiaramente presente e utilizzata fin dai non iniziati al sacerdozio. (dettaglio che può risultare incoerente e in contrapposizione con gli altri volumi della serie. Ma, secondo me, talmente irrilevante da non risultare sgradevole).
Intorno al 47 d.C. circa, la giovane torna a casa, e la sua famiglia la dà in sposa all'Iceno Prasutago, diventando cosi Regina degli Iceni.
Secondo le fonti Boudica trascorre tranquillamente più di un decennio come sposa di Prasutago, Re della tribù degli Iceni alleati indipendenti dell'Impero Romano. Fino a che avviene la svolta. Prasutago muore e i romani si appropriano con violenza delle sue terre e delle sue ricchezze.
Ed è a causa della disperazione, della violenza subita, del dolore che Boadicea organizza una sommosa distruggendo tre città ed uccidendo più di 70.000 romani e simpatizzanti.
La fase della ribellione dei Britanni e dell'incredibile forza di Boudica -dovuta al coraggio, alla rabbia e al carisma presenti fin dall'inizio nei tratti caratteriali della protagonista- vengono minimizzati, addirittura esclusi.
La Paxson affida l'incredibile epopea della liberazione della Britannia dai Romani all'incarnazione della Dea Morrigan nel corpo della giovane Regina degli Iceni. Fatto molto interessante e plausibile dal momento che si tratta di un libro storico, ma fantasy. Sicché, ritengo personalmente un peccato l'aver trasferito la grande forza di una donna -veramente esistita e che ha fatto tremare Roma- ad un avatar.
La vicenda si basa in parte sulle fonti scritte di quel periodo:
A circa sette anni la giovane e nobile Boudica viene mandata a vivere presso una seconda famiglia, ove apprende le tradizioni, la cultura e la religione celtica insieme all'arte militare. Questo periodo viene interpretato dall'autrice come un lungo soggiorno nell'Isola di Mona. In questa prima parte del racconto la magia -sebbene in minima parte-è chiaramente presente e utilizzata fin dai non iniziati al sacerdozio. (dettaglio che può risultare incoerente e in contrapposizione con gli altri volumi della serie. Ma, secondo me, talmente irrilevante da non risultare sgradevole).
Intorno al 47 d.C. circa, la giovane torna a casa, e la sua famiglia la dà in sposa all'Iceno Prasutago, diventando cosi Regina degli Iceni.
Secondo le fonti Boudica trascorre tranquillamente più di un decennio come sposa di Prasutago, Re della tribù degli Iceni alleati indipendenti dell'Impero Romano. Fino a che avviene la svolta. Prasutago muore e i romani si appropriano con violenza delle sue terre e delle sue ricchezze.
Ed è a causa della disperazione, della violenza subita, del dolore che Boadicea organizza una sommosa distruggendo tre città ed uccidendo più di 70.000 romani e simpatizzanti.
La fase della ribellione dei Britanni e dell'incredibile forza di Boudica -dovuta al coraggio, alla rabbia e al carisma presenti fin dall'inizio nei tratti caratteriali della protagonista- vengono minimizzati, addirittura esclusi.
La Paxson affida l'incredibile epopea della liberazione della Britannia dai Romani all'incarnazione della Dea Morrigan nel corpo della giovane Regina degli Iceni. Fatto molto interessante e plausibile dal momento che si tratta di un libro storico, ma fantasy. Sicché, ritengo personalmente un peccato l'aver trasferito la grande forza di una donna -veramente esistita e che ha fatto tremare Roma- ad un avatar.
È comunque una storia da non perdere. Un tassello che racconta una
parte di storia della Britannia poco conosciuta e soprattutto esaminata
da un punto di vista (sebbene un po' mistico) dei vinti. Un tassello che
va ad ampliare e delineare ancor di più il grandioso Ciclo di Avalon.
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