Un hotel a capsule o albergo capsulare, è un sistema di hotel ad occupazione estremamente densa. Lo spazio per gli ospiti è ridotto alla dimensione di un blocco modulare in plastica o in fibra di vetro, di circa 2 m di lunghezza per 1 m di larghezza e 1.25 m di altezza, fornendo un minimo spazio che consente di dormire e poco più, anche se spesso queste strutture includono una televisione ed altre apparecchiature per l'intrattenimento elettronico.
Capsule Hotel
Queste capsule vengono solitamente raggruppate ed immagazzinate in pile alte due unità. Il bagaglio viene abitualmente depositato in un armadio in una sala vigilata con telecamere, lontano dalla capsula. La "privacy" viene mantenuta da una tendina dal lato dell'ingresso aperto della capsula.
Macchine lavabiancheria a gettone, bagni ed altri dispositivi correlati sono ad uso comune e vi sono spesso piccoli bar, una caffeteria oppure un modesto ristorante, e quasi sempre in ogni piano, qualche distributore automatico, ed altre strutture per l'intrattenimento.
Purtroppo questo stile d'accomodazione alberghiera nato nel lontano 1979 ad Osaka, non ha avuto grande accettazione fuori dal Giappone. Ad ogni modo, il principale vantaggio di questi hotel è che quasi sempre hanno capsule libere, inoltre il loro basso prezzo, attorno a ¥2000-4000 per notte (€21-29) li rende convenienti.
Io li trovo geniali e che dire . . . un altro motivo per andare in Giappone ^^
martedì 8 marzo 2011
giovedì 3 marzo 2011
Manuale di Scrittura Creativa - intro
Principio basilare di qualsiasi scrittura:
SI SCRIVE PER GLI ALTRI, MAI SOLO PER SE STESSI.
SI SCRIVE PER GLI ALTRI, MAI SOLO PER SE STESSI.
La Scrittura è una forma di comunicazione, non ti solitudine: si scrive per raccontare qualcosa a qualcuno. Cominciando proprio da quest'ultimo punto è fondamentale farsi capire, e farsi delle domande: sulle storie che si vogliono raccontare, sul come raccontarle, e soprattutto sul perchè farlo.
Spesso scrivere è un modo per riflettere sulla propria vita, o anche un modo per rendere più sopportabile il dolore. Altre volte è proprio il gusto, il piacere di raccontare qualcosa. Raccontare qualcosa di tuo. Questo secondo aspetto è quello che porta più lontano, perché è un salto di qualità. Scrivere soltanto per rielaborare gli eventi che si sono vissuti è rischioso, porta inevitabilmente a un autobiografismo che spesso non serve a nessuno, né a chi scrive e tantomeno a chi legge. Ma trasformare le storie personali in qualcosa di universale, rielaborandole, è certamente la soluzione più giusta.
La nevrosi che riguarda molti scrittori principianti è quella che molti definiscono l'ANSIA da PAGINA BIANCA. Ovvero il momento dell'inizio.
Il segreto per liberarsi di quest'ansia è di non pensare mai al proprio racconto nella sua completezza. Dunque è opportuno dividere il testo in porzioni, che possono essere dei capitoli e procedere. Imponetevi le prime cinque pagine, terminate queste pensate alle successive. Senza porvi il problema del numero delle pagine finali.
Un'altra idea sbagliata che molti giovani scrittori hanno è quella che, prima di cominciare una storia si debba avere uno schema preciso di quello che si andrà a scrivere. Si naviga a vista, lasciando che la storia prenda forma da sè.
L'unica costrizione necessaria è quella della disciplina. Ogni giorno si deve scrivere, anche se non vi sembra di avere delle buone idee. Imporsi di farlo è la cosa più importante.
L'unica costrizione necessaria è quella della disciplina. Ogni giorno si deve scrivere, anche se non vi sembra di avere delle buone idee. Imporsi di farlo è la cosa più importante.
Se è possibile è meglio utilizzare un computer. Questo perché il testo su computer appare molto pulito, quasi come quello di un libro, e permette di vedere meglio il testo, e di correggerlo, specialmente se non si ha esperienza. Alla fine del lavoro, leggerlo prima sul monitor e poi stamparlo. Rileggerlo stampato, correggerlo a penna e ristamparlo ancora una volta in una versione pulita.
Non cadete in un errore frequente: quello di scrivere troppo. La scrittura è un esercizio che stanca, la concentrazione scende lentamente. Scrivere troppo vuol dire rischiare di peggiorare riga dopo riga.
Anche se avete delle buone idee sappiate che non è necessario metterle subito una di seguito all’altra. Rimandate, non perderete il filo e le buone idee resistono comunque, il giorno dopo potrete continuare.
Non siate troppo severi con voi stessi, specialmente all’inizio: se dovete fare correzioni radicali, le farete quando prima avrete accumulato almeno una ventina di pagine scritte. Psicologicamente è importante che abbiate la sensazione di scrivere qualcosa di concreto, con un buon numero di pagine.
Non siate troppo severi con voi stessi, specialmente all’inizio: se dovete fare correzioni radicali, le farete quando prima avrete accumulato almeno una ventina di pagine scritte. Psicologicamente è importante che abbiate la sensazione di scrivere qualcosa di concreto, con un buon numero di pagine.
RIASSUNTO:
- Scrivere ogni giorno per almeno mezz'ora.
- Scrivere lasciando che la propria immaginazione navighi da sè.
- Rileggere il testo al massimo due volte.
- Se dovete fare delle correzioni radicali, aspettate di avere almeno una ventina di pagine.
- Scrivere ogni giorno per almeno mezz'ora.
- Scrivere lasciando che la propria immaginazione navighi da sè.
- Rileggere il testo al massimo due volte.
- Se dovete fare delle correzioni radicali, aspettate di avere almeno una ventina di pagine.
Benvenuti tra gli auctor-Insaziabili
Questo blog è dedicato agli amanti della lettura e della scrittura.
Il mio intento è quello di creare una comunità interessata alla cultura letteraria, alla discussione e alla condivisione di idee inerenti alla scrittura e ai suoi metodi.
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